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Recenzione: Dark Messiah of Might and Magic: Elements

Questa discussione si intitola: Recenzione: Dark Messiah of Might and Magic: Elements nella sezione Microsoft Tribe, appartenente alla categoria World Games; Pubblicato su PC circa due anni fa, Dark Messiah of Might and Magic fa parte di quella categoria di action-game ...

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    Recenzione: Dark Messiah of Might and Magic: Elements

    Pubblicato su PC circa due anni fa, Dark Messiah of Might and Magic fa parte di quella categoria di action-game fantasy ultimamente un po' trascurata cui appartengono titoli come Heretic, Hexen ed Enclave. In particolare il gioco fa vestire i panni di un eroe impegnato a superare una serie di livelli facendo uso di armi bianche e di magie di vario tipo. La conversione per Xbox 360 porta il suffisso "Elements", a indicare alcune aggiunte interessanti. O per lo meno, presunte tali...

    TIRA LA LEVA, SARETH!
    In Dark Messiah of Might and Magic: Elements impersoniamo Sareth, apprendista di uno stregone che viene inviato a svolgere alcune pericolose missioni in un classico mondo fantasy. Per "classico" intendiamo un mondo popolato da creature fantastiche come ciclopi, orchi e gnomi, dominato dalla magia e afflitto ovviamente dal cattivone di turno, il classico negromante con orda di non-morti al fianco. Niente di particolarmente originale in fatto di ambientazione (coma da tradizione del marchio Might and Magic, dopotutto), così come è difficile individuare spunti di originalità nel gameplay, praticamente un classico action-game fantasy senza particolari pulsioni verso una sua individualità. Ciò che però ha permesso comunque di apprezzare il gioco nella sua edizione originale (e, di riflesso, in questa conversione) è la buona qualità del level design: nel corso dell'avventura visiteremo infatti tutta una serie di ambientazioni che spaziano da templi maledetti a cittadelle sotto assedio, passando per fogne, gole rocciose e altro ancora. Oltre alla varietà degli ambienti possiamo lodare la cura con cui ogni locazione è costruita, puntando il dito in particolare verso il gran numero di passaggi secondari e aree segrete, che rendono l'esplorazione dei livelli di gioco un vero piacere per coloro che amano sviscerare un videogame.

    UNA SCELTA DI CLASSE
    La più evidente differenza tra la versione PC del gioco e questo "Elements" è la diversa gestione di Sareth. Mentre nel gioco originale non eravamo chiamati a nessuna scelta iniziale, ma potevamo bensì fare evolvere il nostro eroe come meglio volevamo tramite un complesso albero di scelte legate ad abilità speciali, incantesimi e altro ancora, in questa conversione per Xbox 360 dovremo invece selezionare una tra le quattro classi predefinite, proprio come accadeva, per esempio, in Hexen e relativo sequel.
    Abbiamo dunque il guerriero, capace di usare armi e armature pesanti e di sopportare grandi quantità di danni (e di provocarne altrettanti...), oppure l'arciere, più debole del guerriero ma capace di colpire i nemici da lontano usando archi, nonché di sfruttare tutta una serie incantesimi difensivi. Segue il mago, debole fisicamente e incapace di sopportare scontri corpo a corpo particolarmente duri, ma capace di scatenare potenti incantesimi contro i nemici. Chiude il poker di classi disponibili la sacerdotessa, una configurazione particolarmente difensiva del nostro eroe, capace di curarsi e di lanciare sui nemici incantesimi che li indeboliscono. Una volta scelta una classe dovremo tenerla per tutta la durata del gioco e potremo utilizzare solo le armi e armature appositamente definite per essa: a mano a mano che elimineremo nemici il nostro eroe accumulerà punti esperienza e aumenterà il proprio livello, guadagnando di volta in volta abilità speciali peculiari alla sua classe (e predefinite, senza cioè che il giocatore possa scegliere quale particolare abilità apprendere di volta in volta). Questa diversa gestione del personaggio ha il chiaro svantaggio di limitare la libertà del giocatore, ancorandolo a una crescita forzata senza possibilità di personalizzazione.
    Per contro, le quattro classi sono state studiate abbastanza bene e sebbene non risultino molto bilanciate tra loro funzionano tutto sommato degnamente, spingendo il giocatore ad affrontare più volta l'avventura per provare i diversi approcci.
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